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domenica 23 ottobre 2011

L' AMORE VINCE SEMPRE....

     



Questa è la storia di Mary, una ragazza come tante, nella quale ognuno di noi, potrebbe riconoscersi.; è giovane, intraprendente, ambiziosa, apparentemente non bellissima, ma con un unico sogno nel cassetto: quello di diventare una vera giornalista  a tutti gli effetti!...
Mary, vive in un paesino molto piccolo e "fuori dal modo" -proprio uno di quei paesi,  nel quale tutti sanno di  tutti- ...
Un giorno, stufa delle suo essere insoddisfatta, decide di partire, anche a costo di lasciare la sua famiglia, e di andare a cercare fortuna altrove -consapevole che lì troverà tutta un' altra cultura...
Arrivata a New York, Mary ritrova un suo cugino (gay, ma lei non lo sa),con il quale non aveva contatti da più di dieci anni ed insieme vanno a cercare una casa nella quale poter vivere... Non faticano a trovarla, tant' è che dopo poche ore si ritrova già dentro la sua nuova casuccia - certo, non bellissima, in quanto molto economica- , ma Mary, non dispera....
...Sicura che, attraverso un po' di "olio di gomito", un po' di fantasia ed un pizzico di fortuna, farà di quella "catapecchia"  una "casa da amare" si dà subito da fare...
Parlo di fortuna, in quanto -proprio come accade nei film-, accanto il suo portone, vi è un appartamento nel quale abita Simon... Un bel giovane, senza titoli e senza molti soldi, il quale però "possiede" tanta umiltà ed un lavoro... Quello di arredatore....
E già proprio quello che ci vuole per Mary... I due fanno subito amicizia ed ovviamente Simon le dà un grande aiuto nel ristrutturare casa, praticamente a costo 0...
Nel frattempo, Mary, va subito alla ricerca di un lavoro e senza perder tempo, invia curriculum e sostiene colloqui... Ma niente di concreto...
Poi un giorno, decide di andare in una sede giornalistica, parla direttamente con il direttore -un uomo affascinante che però non le presta molte attenzioni....
Mary, dentro di sé sente che qualcosa non va... Ne parla con il cugino, il quale insieme al gruppo dei suoi amici (anch'essi omosessuali), decide di darle una "rinfrescata", trasformandola del tutto...
Vi rendo l' idea: abiti larghi e "sciatti", capelli "ribelli", occhialoni, aspetto trasandato e scarpe da ginnastica... "Spariscono"....
Mentre "trovano spazio" tailleur, lenti a contatto, capelli raccolti, look curato, tacchi a spillo e pochette....
Il risultato?!?!!??... Una donna da favola....
Dopo pochi giorni, visto gli scarsi risultati in ambito professionale, ella decide di tornare a "far visita" al direttore di quella sede giornalistca... Mary lo ricorda perfettamente, invece egli no, in quanto la ragazza è davvero cambiata... Il capo, inizia a guardarla con occhi diversi -quegli occhi che accennano ad un corteggiamento-...Ma a lui non le interessa sotto l' aspetto professionale, bensì solo per il suo aspetto estetico (prova ne sono le copie degli articoli a lui riservati, che però lo stesso cestina senza aver letto)...
Così Mary, riceve l' incarico di redattrice ed un invito a cena dal suo superiore -e da qui inizia la sua confusione sentimentale- il capo, però ha già una tresca con la sua segretaria...
Mary, tornata a casa, racconta tutto a Simon, con il quale si è instaurato un rapporto "speciale" basato, ormai, non solo su una semplice amicizia... Egli, capito "il soggetto", dopo aver sentito che il direttore del giornale, l' ha invitata a cena, tenta in tutti i modi di metterla in guardia, facendole capire che quello è un "donnaiolo"...
I consigli di Simon, vengono presi a male, ed il risultato è "una lastra di ghiaccio" che scende su di loro e li fa allontanare...
Un mattino, entrando nel suo ufficio, Mary, scopre la relazione tra il capo e la segretaria, mentre fanno l' amore....
Le tornano in mente le parole, i consigli di Simon e tutto ciò che egli le ha detto a riguardo, e così corre da lui, per scusarsi....
L' amore nei confronti di Simon, la sua umiltà e sincerità, portano Mary ad un 'unica conclusione.-.. Ella sceglie di vivere con il ragazzo e di andare al giornale "solo per lavoro"....
Oggì i due vivono ancora insieme felici e contenti....!!!!!!! classifica siti

giovedì 20 ottobre 2011

PER AVER FORTUNA NELLA VITA, BISOGNA DAVVERO NASCERE CON LA CAMICIA?!?




La mia storia parte proprio da qui.... Voglio raccontarvi a malincuore e con molta tristezza :-( il dispiacere più grande della mia vita, ma per farlo devo partire dall' inizio...
Giunto alla fine della scuola dell' obbligo (come avviene per tutti), mi trovai davanti ad un bivio: scegliere di continuare, oppure fermarmi ed "intraprendere" la carriera lavorativa?
Io scelsi la 1°, quindi mi iscrissi ad un istituto alberghiero vicino al mio paese, frequentandolo per alcuni mesi...
Poi mi accorsi che non faceva più per me -e consapevole che nella vita qualcosa bisogna pur fare, cosciente del fatto che la scuola non fosse mai stato il mio "tallone di Achille"- ne parlai con i miei genitori e dissi loro che avrei voluto imparare a fare il pizzaiolo...
Dopo qualche giorno, andai con mio padre, a parlare in un ristorante- pizzeria qui in Basilicata, chiedendo al titolare, se m' avesse dato l' opportunità di apprendere il mestiere, anche senza ricevere alcuno stipendio; egli ci disse che non ci sarebbero stati problemi e mi chiese se avessi vouto iniziare la stessa sera... Ovviamente, preso dalla situazione, senza esitare, accettai...Non potete immaginare quanto grande fosse la mia felicità....
Lavorai in quel locale poco più di 3 mesi, diventandone la mascotte... Tutti -ops, quasi tutti (tranne il pizzaiolo, il quale se avesse potuto mi avrebbe "infornato"),


- erano davvero stupiti e contenti di avermi a lavorare con loro...
Poi compreso che con colui il quale avrebbe dovuto  insegnarmi il mestiere, non c' era molto feeling, mi prodigai a preparare i condimenti che sarebbero poi serviti per la pizzeria e non potendo fare altro, iniziai ad aiutare in cucina ovunque ce ne fosse bisogno -dal semplice lavaggio dei piatti, alla pulizia del pesce, sino ad arrivare alla preparazione laboriosa degli antipasti - grazie allo chef che qualcosa m' insegnò...
Insomma, appresi molto più in cucina, che in pizzeria... Ma la mia passione era quella di fare le pizze, cosi decisi di andar via da quel locale, anche perchè si era creata, ormai, un' aria davvero molto pesante -il titolare riprendeva il pizzaiolo, per il suo comportamento nei miei confronti e per la sua grave permalosità... D'altronde, io ero andatoi lì per imparare e non per litigare! Così salutai tutti e mi licenziai...
A 18 anni, dopo una lunga gavetta -ci tengo a precisare senza alcuna retribuzione- sacrificando mio fratello che mi accompagnava e veniva a riprendermi (perchè anch'egli lavorava come cameriere), finalmente, riuscii a lavorare in un locale come unico pizzaiolo"...
Sotto la pioggia, o sotto il sole, con la febbre o con il raffreddore, io ero lì, a lavorare e finita la serata, aspettavo mio fratello per strada o nel pub nei dintorni...
Il mio desiderio, però fu realizzato solo quando a 22 anni io e 25 mio fratello, aprimmo un' attività tutta nostra, un ristorante- pizzeria, poichè entrambi eravamo del settore... Pensavamo di aver fatto qualcosa di buono... Ed invece la magia svanì già da soli alcuni giorni dopo, quando contro il proprietario del locale preso in fitto, azionammo 3 cause.... Sinceramente, credo che egli abbia approfittato delle nostre "verdi età", soggiogandoci, causandoci problemi persino con il condominio- a cusa di fumi e rumori- con il quale, però, avevamo già parlato durante le riunioni (adesso capite perchè non siamo nati con la camicia!).
Quest' assurda storia, va ancora avanti da 10 anni, ma al nostro "atterraggio" di questi ultimi tempi, un forte contributo è stato dato anche dalla crisi che c'è in giro...
Così, noi oggi ci ritroviamo a dover chiudere la nostra attività



e ad essere -forse- protestati....
....Sapete vedere svanire nell' aria i sacrifici di una vita, gli anni più belli di un ragazzo -che non torneranno più- buttati in questo lavoro che "schiavizza la gente" senz' alcuna soddisfazione e prendere coscienza del fatto di non poter avere più nulla intestato per sè... Bè, posso assicurarvi che non è bella e non è semplice come situazione!
Se posso, vorrei permettermi di dare un consiglio a chiunque avesse, seppur in minima parte,l' intenzione di aprire una qualsiasi attività commerciale, di stare molto attento alla gente cui si affida, perchè di "volponi" in giro ce ne sono molti ed avvocati incapaci anche....
Volete sapere cosa ha combinato il mio legale?!?
Pur di nascondermi un suo errore professionale, rimandò più volte il mio appuntamento dicendo di essere a Milano... Io molto più furbo, andai sotto il suo ufficio ed accertatomi che l' auto identificata, fosse la sua, salii di corsa da lui e
 ... Kinder sorpresa!!!!...


Vi lascio immaginare la sua espressione quando mi vide!!!! Non riuscì a giustificarsi... "e ce credo"!!!
Un "uomo" falso bugiardo e più di tutto, irresponsabile sotto l' aspetto professionale!
Certo, non voglio fare di tutta l'erba un fascio, perchè so che ci sono avvocati che sanno fare bene il proprio lavoro e che portano dignitosamente il titolo assegnatoli... Ma quando ci si tritrova di fronte a gente come il mio "difensore", al mio posto come vi sareste comportati?
Oggi, attività, non è più sinonimo di guadagno, bensì di problemi, avvocati, debiti.... "Rogne"...
Mettete tutto in conto ragazzi, perchè pentirsi dopo è troppo tardi e non ha senso...
Proprio come è accaduto a noi!!!

martedì 11 ottobre 2011

IL LAVORO NOBILITA L' UOMO.... MA TUTELA I DELINQUENTI....!!!!!!



Sin dall' esplosione del big bang, il lavoro è stata la prima "azione" che ha reso "nobile" l' uomo.... Andando un po' indietro nel tempo, mi viene da pensare agli uomini primitivi, i quali per nutrirsi dovevano procurarsi il cibo attraverso la caccia, l' allevamento e la raccolta di bacche, frutti ect...
-Quelle che oggi sono per noi le "3 attività primarie"-
Nel tempo, si è evoluto l' uomo e con lui il lavoro, inteso come professione, arrivando ai giorni nostri -ed alla faccia della crisi!- offrendo a "chiunque ne avesse voglia" la possibilità di scegliere la propria mansione....
Lavorare vuol dire rendere l' uomo dignitoso -e su questo nulla da obiettare- ma lavorare per morire o per favorire i delinquenti...
... No!... Allora non ci sto!!!.... Preferisco restarmene sotto una campana di vetro, piuttosto che farmi ammazzare!
Non preoccupatevi, le mie non sono sciocchezze, ma è solo frutto di pura realtà!
A tal proposito, voglio raccontarvi uno dei tanti casi -sui quali molto si avrebbe da "romanzare"-che riguarda il non molto semplice lavoro di GPG, ovvero Guardie Particolari Giurate...
Facciamo un passo per volta; analizziamo la figura della guardia giurata e se qualcosa non doveste riscontrarla, contradditemi pure:
"egli è un privato cittadino che svolge un servizio di tutela di beni mobili, immobili (banche, uffici, enti pubblici e privati), servizio di piantonamento e servizio di portavalori, presso un qualsiasi istituto di vigilanza".
Ogni istituto è munito di mezzi propri e di una sede principale, la "centrale operativa", alla quale sono collegati gli allarmi di tutte quelle attività abbonate: locali commerciali, banche , cantieri, villaggi, hotel ect.
Se in un qualsiasi momento della giornata -fosse solo per colpa di un gatto che "ha violato la privacy" degli immobili- dovesse scattare l' allarme, subito deve essere pronta a partire la guardia in servizio, per accertarsi che tutto proceda normalmente...
E se sciaguratamente, non dovesse trattarsi di una sciocchezza, ma di un gruppo di ladri, che se disturbati, potrebbero "inferocirsi" di più -spinti dalla paura di essere "ostacolati"- bé allora mi chiedo :"come ci si dovrebbe comportare????"
Tutti ,giustamente, risponderebbero :"la guardia poiché in quel momento è come se fosse a casa sua, non dovrebbe fare altro che difendersi e "salvare la propria pelle"...
Se, come è già accaduto, egli sparasse ferendo o ammazzando un delinquente, bé allora lì sarebbero guai seri, ma per l' onesto e non per l' intruso...
Già perché "la nostra legge", vorrebbe sicurezza per i cittadini, finendo per tutelare, però, i malviventi; in quanto se "la reazione non corrisponde all' azione", diventa colpevole il giusto e non chi è nel torto....
Appunto l' altro giorno, un collega mi ha raccontato che tempo fa, durante il solito controllo dei mezzi di un cantiere, ebbe la sfortuna di ritrovarsi "faccia a faccia" con dei malfattori armati- di cui uno puntandogli la pistola sparò senza esitare-....
-Ricollegandomi alla figura della GPG, "vorrei aprire una piccola parentesi", evidenziandovi quanto sia davvero pericoloso il servizio da vigilante-

Da allora sono trascorsi 8 anni e ancora, egli è in fase di giudizio, in quanto l' unico interesse del giudice è sapere chi sparò prima...
E insomma, se egli fosse morto, sarebbe stato tutto tranquillo...
... Poiché egli si è difeso rischia il fermo... Ma che giustizia è questa!!!...
Sapete, ogni lavoro fatto onestamente è importante, anche se spesso viene svalutato, ma a pagarne le pene è solo quell' uomo dignitoso che cerca semplicemente di "portare il pane alla propria famiglia"......
In effetti, se ci soffermassimo un po', ci accorgeremmo che una guardia giurata, non ha funzioni di PG e PS, non può chiedere l' esibizione dei documenti, non può verbalizzare... Praticamente davanti ad un giudice, è posto sullo stesso piano di un qualsiasi cittadino.. Ma in una sciagura di servizio, deve essere la 1° figura  ad intervenire e chiedere l' ausilio delle forze dell' ordine (sperando che queste arrivino in tempo).
Io credo che il lavoro di vigilanza non dovrebbe essere sottopagato o deriso; credo che il servizio debba essere svolto almeno in due, affinché si possa garantire una maggiore sicurezza agli altri ed a se stessi, sperando che "lì a Roma", tengano conto di tutte queste innumerevoli responsabilità e del diritto alla vita che appartiene anche a tutte quelle guardie che vanno al lavoro e non sanno se mai faranno ritorno a casa!!!