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martedì 25 ottobre 2011

AMICIZIA O INTERESSE?!?


 Voglio raccontarvi una storia, quella di due ragazzi Antonio e Paolo, amici sin da bambini... I loro nonni, poichè si ritrovavano ogni sera in piazza, li portavano con loro e così, stavano insieme nonni e nipoti... -D' altronde si sa, quando si è bambini, ci si affeziona subito-
Intanto "i pargoli" crescevano ed andavano sempre insieme... Dall' asilo, alla scuola elementare, fino ad arrivare alle scuole medie....
Poi per i due, le strade si divisero, ma non le loro vite, tant' è che il loro  rapporto di amicizia, divenne sempre più affiatato...; infatti Antonio e Paolo al ritorno da scuola erano sempre insieme... A "studiare", ad uscire , a fare "cavolate"...
Paolo, decise poi, di abbandonare la scuola superiore ed intraprendere la carriera lavorativa, così prese la patente e comprò una macchina tutta per sè...
Antonio dovette, un giorno andare a fare la visita di leva militare e chiese a Paolo se avesse potuto accompagnarlo, in quanto non voleva andare con il treno -considerando che qui da noi, abbiamo linee ferroviarie ad alta velocità!-...
Naturalmente, senza esitazione, Paolo disse che non ci sarebbero stati problemi  e che l' avrebbe accompagnato...
Avrebbe mai potuto "lasciare a piedi" il suo migliore amico?!?...
Nonostante Paolo non fosse ancora molto pratico nella guida (immettendosi in strade con divieto d' accesso ed effettuando inversioni, anche se non si poteva fare!, riuscirono comunque a trovare la giusta strada...
Paolo nutriva una grande stima nei confronti di Antonio, malgrado questi, aveva  spesso comportamenti un po' "antipatici"...
Ad esempio, quando i due uscivano insieme, Antonio non aveva mai più di 2000 lire in tasca, e quindi pagava sempre Paolo -ma questo non dava peso più di tanto a tutto ciò, in quanto di buon cuore....
Allo stesso tempo, però, Antonio vestiva sempre con grandi marche -e questo secondo voi, è giusto, se poi non si hanno nemmeno i soldi per offrire un gelato ad un caro amico?!?-
Inoltre, ogni qualvolta Paolo andava a casa di Antonio, la mamma faceva sempre battutine dettate dall'invidia e  da un po' di malignità (poiché pensava che Paolo avesse "i soldi" -in realtà i suoi genitori, possedevano solo una casa di 70 mq)...
Resta il fatto che, oggi chi ha una villa immensa è proprio Antonio....-E ditemi voi chi è "il benestante"?!?-
Però, tutto sommato, gli volevano un gran bene...
Poi l' amicizia con Antonio, finì quando questi, una sera fece una stupida battuta sulla ragazza di Paolo -forse, in quel momento, Antonio aveva dimenticato che si trattasse della ragazza del suo migliore amico!-
Da quel momento, Paolo, preferì "mandare all' aria" un' amicizia di ben 26 anni,  piuttosto che continuarla con uno che non lo meritava!...
I genitori di ambo le parti, ci rimasero male, ma purtroppo quando una persona nella vita dà molto ed in cambio riceve nulla, bè mi viene da pensare
: "L' amicizia esiste davvero, oppure è tutto frutto di una cruda realtà, fatta soltanto di interessi?!?"
A tal proposito, vorrei riportarvi una citazione che dice: " A FAR MALE, NON E' MALE
                                                                                   ED A FAR BENE NON E' BENE!!!"

venerdì 21 ottobre 2011

BUON COMPLEANNO MARTINA!





19/10/2011
Quando sentivo dire da novelli genitori che i figli ti cambiano la vita, sconvolgendola (ovviamente in positivo ), stentavo a crederci, soprattutto se si trattava di giovani genitori alle prese con pannolini, poppate e "notti insonne"... Invece, ho dovuto ricredermi; sono diventato papà proprio un anno fa ed oggi mia figlia spegnerà la sua prima candelina! E' passato così in fretta questo tempo, che sembra ieri, eppure i giorni passano e la mia piccolina cresce sempre di più!
Stamattina prima di andare a lavoro, l'ho lasciata a casa che dormiva un pò... finalmente... Perchè da quando è arrivata da mamma e papà, non ci ha fatto chiudere occhio, avendo scambiato il giorno con la notte e viceversa; è molto attiva come bimba, tant'è che per lei, addormentarsi alle 7:00 del mattino, è assolutamente normale!
Ricordo perfettamente quando nacque, soprattutto perché ebbi la fortuna di assistere al parto e ancor prima, di dare tutte le attenzioni possibili, tutto l'affetto e tutto l'amore a mia moglie, la quale, avendo trascorso  una nottata di dolori, contrazioni e paure, arrivò al momento del parto davvero sfinita.
Per il resto che dire!?! E' stato bellissimo vedere uscire mia figlia dal ventre materno... In quel momento,avrei tanto voluto che qualcuno mi scattasse una foto -anche se non faccio fatica ad immaginare la mia espressione!-
Poi, giunta ormai l'ora, trasferirono mia moglie in sala parto e mi fecero uscire... Dissì all'ostetrica:"Mi raccomando, fate entrare anche me quando sta per nascere mia figlia, voglio vederla, voglio stare vicino a mia moglie" e lei molto velocemente rispose: "Ti prometto che farò il possibile"!...
Attesi 10 interminabili minuti, le lacrime mi bruciavano dentro, sentivo che il momento era arrivato -me ne accorsi dalle urla- ma ancora lì fuori nessuno veniva a chiamarmi... Inaspettatamente, ormai privo di speranze, vidi l'ostetrica arrivare verso di me con un camice, subito capii di dover entrare, così lo indossai e corsi subito da mia moglie a darle coraggio.... Lei mi guardò con gli occhi di chi non ha forza di parlare, ma soffre- e mi fece capire attraverso il suo sguardo che cercava sicurezze...
Il momento più bello in assoluto!?! Il primo pianto di Martina, cui fece seguito un' unica esclamazione:"Quanto sei bella a papà- e non perchè come si dice "Ogni scarrafon è bell' a mamma soji", ma Martina era ed è meravigliosa, la sua pelle così rosea, il suo visino così candido...Che bella!
Subito dopo il parto la portarono nel nido per lavarla e visitarla...
Nel corridoio l'attendevano mia mamma e mia suocera; Appena uscii, le anticipai, dicendo loro:" sono senza parola per la felicità!".
Nel frattempo seguii Martina, senza perderla mai d'occhio. Dopo due ore mia moglie ritornò in stanza e potemmo stare finalmente tutti e tre insieme...
Oggi la nostra bimba inizia a dire le prime paroline, a giocare davvero con noi, a sorriderci, a mostrare il suo affetto -certo anche a fare i suoi capricci!- E' DAVVERO LA GIOIA PIù BELLA CHE LA VITA CI POTESSE RISERVARE...
Sebbene tutti dicevano che assistere al parto non fosse facile, posso dire che anch'io credevo fosse così, ma forse il VERO AMORE PER MIA MOGLIE E PER MIA FIGLIA, mi hanno dato la forza di farcela.
Il mio consiglio è quello di tentare; se non altro, un marito,un papà, non porterà con sè lo scrupolo di non aver voluto assistere all'emozione più bella della vita...Mal che vada si potrà sempre uscire dalla sala parto...
Colgo inoltre l'occasione, per dire un GRAZIE a mia moglie che ha dato alla luce la nostra meravigliosa bambina e soprattutto alla mia piccolina...
                                BUON COMPLEANNO MARTINA!

NIENT’ALTRO CHE NOI



Il regista, Angelo Antonucci, per la 1° volta in Italia, porta sul grande schermo, un film ispirato ad una storia vera, la cui tematica è il bullismo, fenomeno purtroppo di scottante attualità.
La storia, è narrata da Sara, mediante flashback sul blog, in cui parla del suo amico Marco…Marco è un nuovo compagno, trasferitosi da poco, il quale oltre vive un periodo in cui, oltre alla sua continua ricerca interiore, si trova  a dover affrontare nuovi problemi, senza purtroppo poter contare sulla mamma , super impegnata per lavoro, e sulla sorella, perennemente assente. L’unico vero punto di riferimento, è per lui, il suo anziano maestro di violino,il quale, oltre a dargli i consigli più adeguati, cerca di incoraggiarlo…
Marco, è un ragazzo calmo, sensibile studente modello, che oltre a piacere ai professori, piace, molto, anche alle ragazze. Da subito, diventa vittima prescelta del bullo Miki, adolescente con una brutta situazione famigliare, al cui interno vi è un fratello più piccolo, una mamma organizzatrice di eventi, e quasi mai presente, ed un padre avvocato, perso nel tunnel della droga… Intanto, Marco, Elisa (eterna innamorata, ed ex ragazza del bullo), Sara (studentessa ambiziosa), e Federico (il simpatico della compagnia), trascorrono del tempo insieme, riuscendo a formare un gruppo ben consolidato, in cui pian paino, nasceranno storie d’amore.
Nel frattempo, Miki, non riesce ad accettare il fatto che la sua ex, vada dietro Marco, e per questo, non perde occasioni (più volte, per aggredire lui, e violentare lei).
La vicenda, va avanti, fra amicizie, primi amori, problemi di ogni giorno e difficile rapporto genitori-figli. Le violenze poste da Miki, al suo bersaglio, continuano sino a che dentro li, qualcosa inizia a cambiare, in seguito ad un’aggressione che l fratello più piccolo,  subisce fuori scuola da un bullo. Così, Miki rispecchiandosi, vede la sua situazione messa al contrario, ripercossa sul fratello…Ma un altro episodio, segnale di cambiamento, si ha quando Miki, scoprendo il suo spacciatore, intento a “rifornire”  di droga  suo padre, lo segnala alla polizia…Ma è ancora presto, dire che Miki è cambiato, poiché ricopre ancora il suo ruolo”.
Il motivo di queste continue aggressioni e silenzi, mantenuti come segreti, sono frutto di una mancata soluzione, in grado di contrastare  Miki, da parte di tutta la scuola,. Le cose cambiano finalmente, quando un giorno, Marco trattenuto sia scuola per completare una ricerca,  rimane ad insaputa di Miki, vittima di un incendio all’edificio, da lui appiccato… Così in una situazione di estremo pericolo di vita, Miki, fa i conti con la sua coscienza e, (trovando anche il coraggio per affrontare la sua vita) tende la mano a Marco, sperando di salvarlo.
L’anno scolastico, è ormai terminato, e i quattro amici, (gruppo stabile ancora una volta, al cui interno vengono a formarsi le coppie Marco-Elisa, e gli inaspettati Sara-Federico), fanno i conti con l’esame di maturità…
Nel complesso, il film, è riuscito nell’intento di prestarsi da spunto di riflessione e dibattito sull’argomento del bullismo, che nasce all’interno di famiglie di alto livello sociale (piuttosto disagiate) e trova sfogo maggiormente in ambito scolastico. Anche nel film, infatti, sia il bullo che la vittima, hanno alle spalle una famiglia poco disposta ad ascoltare, capire, ed aiutare i giovani; ed  entrambi i soggetti – vittima e carnefice –si proiettano a pieno, nella triste e realtà quotidiana, in cui, il comportamento antisociale viene evidenziato dall’uso di alcool e droghe, che innescano meccanismi ove conta solo l’appartenenza ad un branco, contrariamente all’individualità, resa nulla.
Secondo me, nel film è però reso scarno il ruolo dei professori, in quanto mostrati poco attenti al fenomeno e molto “distanti”, nel prendere iniziative personali, che contrastino le spiacevoli situazioni.
Per quanto riguarda invece le musiche sia quelle del gruppo DNA71, che quelle del cantautore Rosario Di Bella, siano adatte alle scene “integrate”. Resta il fatto, che il film “Nient’altro che noi”, viva  d’originalità, sia per il regista Antonucci in quanto primo ad affrontare la tematica del bullismo al cinema, che per la scelta artistica del cast, in cui i principali soggetti, sono i giovani in età adolescenziale.


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