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venerdì 4 novembre 2011

L' AMORE E' FATO O VOLONTA'???

Tutto cominciò in un bar...

Anna e Alberto, erano inizialmente due colleghi di lavoro, dai caratteri molto diversi...
Anna era diffidente, introversa, vedeva le cose in una certa maniera ed aveva un modo di valutare le persone a sé.
Alberto era invece tutto l' opposto: era più estroverso, scherzoso, socievole e viveva di sensazioni a pelle...
A lui piaceva Anna, ma questa si dimostrava ostile nei suoi confronti, in quanto per il suo modo di essere, lo riteneva antipatico....
Poi qualcosa cambiò....
Era una sera come tante ed Alberto fumava l' ultima sigaretta, prima di andar via dal bar, quando ad un tratto si avvicinò Anna e gli chiese: "hai da accendere???"...
Alberto dentro di sé, rifletté, poiché si accorse del modo diverso in cui Anna gli si era avvicinato...
- D'altronde lui era stato sempre gentile con lei, malgrado il suo comportamento, indirettamente scontroso-.
Così Alberto, diede l' accendino ad Anna e colse l' occasione per scambiarci quattro chiacchiere -poiché prima era sempre stato impossibile-.
Poi, fatta ormai ora di andare, i due si salutarono, augurandosi la buona notte.
Dal giorno seguente, Anna cambiò atteggiamento nei confronti di Alberto, tant' è che iniziò a fargli delle battutine ed a scherzare con lui per tutta la sera...
Così, egli si fece coraggio e la invitò ad andare a prendere qualcosa in un pub, dopo il lavoro; ella senza esitare accettò ed insieme trascorsero una piacevole serata.
Da allora, continuarono ad uscire insieme tutte le sere, fino a che una in particolare, Anna lo fissò negli occhi  e lo baciò;

egli rimase senza parole e convinto che si trattasse di un sogno, si diede un pizzicotto...
Anna rise, dicendogli :"non è un sogno, è tutto vero" ed imbarazzati entrambi, continuarono a baciarsi....
Poi, vista la tarda ora, Alberto l' accompagnò a casa, ma quando lei scese dall' auto, notò che il padre "la stava spiando"; prima di entrare in casa, questo la rimproverò dicendole :"non è ora di rientrare"... Alberto, non sapendo cosa dire, cercò di giustificare il ritardo, ma il padre della giovane gli disse "tu non intrometterti", così salutò e andò via.
Il giorno dopo, Anna in lacrime,

disse ad Alberto che non avrebbero più potuto vedersi, poiché il padre non voleva che lei continuasse a lavorare lì, in quanto si finiva troppo tardi... Per Anna, fu il momento buono -ma inutile- per ribellarsi al papà, il quale da sempre l' ha ostacolata nelle sue scelte; tant'è che i due finirono per litigare e lui la picchiò.

Alberto, ormai molto innamorato di Anna, decise di andarci a parlare, per fargli ancora una volta le scuse, promettendogli che non sarebbe più successo e per contestare il suo comportamento violento nei confronti della ragazza.
L' uomo gli disse "non sta a te giudicare come devo comportarmi con mia figlia, perciò vai via da casa mia, non farti vedere più e lasciala in pace"...Alberto andò via.
Anna, conoscendo il duro carattere del padre, stanca di aver subito l' ennesima offesa e percossa, decise di fare una fuga con il fidanzato... I due si organizzarono ed in pochi giorni, erano ormai lontani "dal mondo che voleva dividerli"... Cambiando paese, andarono ad abitare insieme, cercarono e trovarono un lavoro per entrambi... Sistematisi economicamente, si sposarono e dopo poco tempo, ebbero un bellissimo bambino.

L'  unica persona di famiglia con la quale rimase in contatto Anna, era la mamma, con la quale aveva sempre avuto un bellissimo rapporto...
Quanto al padre... Che dire...
...Purtroppo la rigidità e l' ossessione morbosa di voler controllare la vita delle persone che si amano, non porta a nulla di buono... Ma semplicemente alla rottura di un rapporto ed al conseguente odio che si ha nel ricordare lo stesso...
Proprio com'è successo ad Anna.

venerdì 21 ottobre 2011

NIENT’ALTRO CHE NOI



Il regista, Angelo Antonucci, per la 1° volta in Italia, porta sul grande schermo, un film ispirato ad una storia vera, la cui tematica è il bullismo, fenomeno purtroppo di scottante attualità.
La storia, è narrata da Sara, mediante flashback sul blog, in cui parla del suo amico Marco…Marco è un nuovo compagno, trasferitosi da poco, il quale oltre vive un periodo in cui, oltre alla sua continua ricerca interiore, si trova  a dover affrontare nuovi problemi, senza purtroppo poter contare sulla mamma , super impegnata per lavoro, e sulla sorella, perennemente assente. L’unico vero punto di riferimento, è per lui, il suo anziano maestro di violino,il quale, oltre a dargli i consigli più adeguati, cerca di incoraggiarlo…
Marco, è un ragazzo calmo, sensibile studente modello, che oltre a piacere ai professori, piace, molto, anche alle ragazze. Da subito, diventa vittima prescelta del bullo Miki, adolescente con una brutta situazione famigliare, al cui interno vi è un fratello più piccolo, una mamma organizzatrice di eventi, e quasi mai presente, ed un padre avvocato, perso nel tunnel della droga… Intanto, Marco, Elisa (eterna innamorata, ed ex ragazza del bullo), Sara (studentessa ambiziosa), e Federico (il simpatico della compagnia), trascorrono del tempo insieme, riuscendo a formare un gruppo ben consolidato, in cui pian paino, nasceranno storie d’amore.
Nel frattempo, Miki, non riesce ad accettare il fatto che la sua ex, vada dietro Marco, e per questo, non perde occasioni (più volte, per aggredire lui, e violentare lei).
La vicenda, va avanti, fra amicizie, primi amori, problemi di ogni giorno e difficile rapporto genitori-figli. Le violenze poste da Miki, al suo bersaglio, continuano sino a che dentro li, qualcosa inizia a cambiare, in seguito ad un’aggressione che l fratello più piccolo,  subisce fuori scuola da un bullo. Così, Miki rispecchiandosi, vede la sua situazione messa al contrario, ripercossa sul fratello…Ma un altro episodio, segnale di cambiamento, si ha quando Miki, scoprendo il suo spacciatore, intento a “rifornire”  di droga  suo padre, lo segnala alla polizia…Ma è ancora presto, dire che Miki è cambiato, poiché ricopre ancora il suo ruolo”.
Il motivo di queste continue aggressioni e silenzi, mantenuti come segreti, sono frutto di una mancata soluzione, in grado di contrastare  Miki, da parte di tutta la scuola,. Le cose cambiano finalmente, quando un giorno, Marco trattenuto sia scuola per completare una ricerca,  rimane ad insaputa di Miki, vittima di un incendio all’edificio, da lui appiccato… Così in una situazione di estremo pericolo di vita, Miki, fa i conti con la sua coscienza e, (trovando anche il coraggio per affrontare la sua vita) tende la mano a Marco, sperando di salvarlo.
L’anno scolastico, è ormai terminato, e i quattro amici, (gruppo stabile ancora una volta, al cui interno vengono a formarsi le coppie Marco-Elisa, e gli inaspettati Sara-Federico), fanno i conti con l’esame di maturità…
Nel complesso, il film, è riuscito nell’intento di prestarsi da spunto di riflessione e dibattito sull’argomento del bullismo, che nasce all’interno di famiglie di alto livello sociale (piuttosto disagiate) e trova sfogo maggiormente in ambito scolastico. Anche nel film, infatti, sia il bullo che la vittima, hanno alle spalle una famiglia poco disposta ad ascoltare, capire, ed aiutare i giovani; ed  entrambi i soggetti – vittima e carnefice –si proiettano a pieno, nella triste e realtà quotidiana, in cui, il comportamento antisociale viene evidenziato dall’uso di alcool e droghe, che innescano meccanismi ove conta solo l’appartenenza ad un branco, contrariamente all’individualità, resa nulla.
Secondo me, nel film è però reso scarno il ruolo dei professori, in quanto mostrati poco attenti al fenomeno e molto “distanti”, nel prendere iniziative personali, che contrastino le spiacevoli situazioni.
Per quanto riguarda invece le musiche sia quelle del gruppo DNA71, che quelle del cantautore Rosario Di Bella, siano adatte alle scene “integrate”. Resta il fatto, che il film “Nient’altro che noi”, viva  d’originalità, sia per il regista Antonucci in quanto primo ad affrontare la tematica del bullismo al cinema, che per la scelta artistica del cast, in cui i principali soggetti, sono i giovani in età adolescenziale.


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