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lunedì 31 ottobre 2011

POKER: GIOCO O OSSESSIONE???


 Se fino a ieri si trascorreva un po' di tempo con gli amici al bar, per ritrovarsi, giocare a scopa, o a briscola, o per bere qualcosa insieme, oggi si trascorre molto più tempo a giocare e non più con le carte napoletane, ma con quelle da poker...
Credo che tutti ormai conoscano la nuova tendenza del momento: il poker texas hold' em,

il quale ha preso il sopravvento su quello tradizionale ed è sempre più pubblicizzato anche in tv.
Ciò che più mi lascia perplessa, è che se un tempo i giocatori di poker- gioco d'azzardo e quindi illegale- erano soprattutto quei "ricconi", che si riunivano "clandestinamente", oggi sono proprio quelle persone che già "stentano a campare" ad accanirsi sempre di più.
Prima di raccontarvi la storia di una persona che esiste davvero, voglio premettere che sono dell'idea che nella vita, un uomo non debba pensare soltanto al lavoro, ma anche ad un hobby, che però non dovrebbe  ledere né a lui né alla sua famiglia; se l' hobby però,diventa un vizio vuol dire che non parliamo più di un semplice svago, bensì di una malattia...
Proprio com' è capitato a Charly; egli è un uomo di mezza età, con moglie, cinque figli e con un umile lavoro di fruttivendolo ambulante.
Egli "cominciò" a giocare a suo tempo, solo per svago... Oggi invece, si ritrova ad essere poker-dipendente ed a non accorgersene nemmeno.
Charly esce da casa alle sei del mattino, per andare a lavoro e alla sera, anziché ritornare a casa, "corre" a giocare, sino al mattino seguente, investendo -senza successo- tutto il guadagno di un' intera giornata lavorativa.
Egli non si rende conto della sua ossessione e del fatto che a casa non porta un euro; anche se "a mandare avanti" la famiglia, ci pensano la moglie e il figlio, i quali "vanno a rompersi la schiena" in campagna tutti i giorni.
Charly possiede un furgone, che per lui non è solo un mezzo di trasporto e di lavoro, ma anche una casa...E già... perché lo stesso, quando ha "un'oretta di buco ", prima di andare a lavorare, ne approfitta per farsi una pennichella... Senza rendersi conto che così facendo potrebbe perdere la sua famiglia e rimanere realmente solo...
Il gioco, per Charly è qualcosa di vitale; tant'è che mentre gioca, si addormenta e quando arriva il suo turno, tutti devono svegliarlo


per chiedergli cosa intende fare...Egli risponde senza aver nemmeno ricontrollato le sue  carte e perdendo tutto ciò che ha puntato, si prende a schiaffi da solo.

La sua vita va avanti in questo modo da molto tempo ormai... Però mi chiedo: "Fino a che punto i suoi familiari sono disposti a sopportarlo?!?"
Personalmente, trovo squallido il comportamento di molte persone che, come Charly, lavorano solo per giocare rischiando di perdere la propria famiglia e nel peggiore dei casi, anche i propri beni materiali.
Per me questi, non sono uomini, ma dei veri e propri "quaquaraqua". http://www.bianconiglio.info/

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